Conservazione e recupero delle praterie xero-termiche della Valle di Susa mediante la gestione pastorale
Data Inizio
1-lug-2013
Data Fine
30-giu-2018
Sintesi Progetto

Il progetto LIFE Xero-grazing ha operato per cinque anni al fine di conservare e ripristinare le praterie semi-naturali prioritarie nella Valle di Susa, nel nord-ovest dell'Italia, attraverso una gestione pastorale mirata. Le praterie semi-naturali sono tra gli habitat più ricchi di specie in Europa e ospitano orchidee rare e altre specie specializzate, ma decenni di abbandono del territorio hanno portato all'invasione di arbusti e alberi, al declino della biodiversità e al deterioramento delle condizioni dell'habitat. LIFE Xero-grazing mirava a invertire queste tendenze reintroducendo il pascolo come strumento attivo di conservazione, integrando la gestione del bestiame con il ripristino dell'habitat e il coinvolgimento della comunità per creare un quadro sostenibile a lungo termine per il mantenimento di questi sistemi di praterie aperte e ricche di specie.

Temi
  • Restauration of pastoral habitats
  • Tecniche per il paesaggio
  • Biodiversity conservation
  • Tecniche per aumento e conservazione della biodiversità
  • Regione Biogeografica
  • Alpina
  • Obiettivo

    L'obiettivo principale di LIFE Xero-grazing era migliorare lo stato di conservazione degli habitat di praterie aride seminaturali che erano stati degradati dall'invasione degli arbusti e dalla riduzione del pascolo. Anziché limitarsi alla rimozione meccanica della vegetazione, il progetto si è concentrato sul ripristino di regimi di pascolo estensivo e sostenibile come processo ecologico fondamentale per preservare la biodiversità e mantenere la struttura delle praterie aperte. Dimostrando come il pascolo controllato potesse essere applicato nel contesto di un sito Natura 2000, il progetto mirava a produrre linee guida e modelli che potessero essere replicati altrove.

    Descrizione Buona Pratica

    LIFE Xero-grazing ha adottato un approccio olistico alla conservazione dei pascoli aridi, in cui il pascolo estensivo non era un'attività secondaria, ma uno strumento ecologico fondamentale per mantenere e migliorare la biodiversità. Il progetto ha innanzitutto effettuato analisi della vegetazione e delle condizioni degli habitat dei pascoli, individuando le aree in cui l'invasione di arbusti e alberi era più marcata e dove il pascolo avrebbe potuto avere il maggiore impatto positivo. Ha poi applicato un ripristino attivo dell'habitat, eliminando la vegetazione legnosa invasiva e preparando ampi appezzamenti di pascolo per il pascolo.

    I pastori sono stati coinvolti direttamente e è stato ottenuto un "gregge di servizio" dedicato di pecore per attuare il pascolo controllato nelle aree di praterie aride interessate. Dove necessario, sono state predisposte recinzioni, punti d'acqua e leccate di sale per sostenere modelli di pascolo regolari, e l'accesso è stato regolamentato per garantire che il bestiame potesse utilizzare efficacemente le praterie. Attraverso il pascolo controllato, il bestiame ha mantenuto bassa l'altezza del manto erboso, ha impedito la ricrescita degli arbusti e ha contribuito a creare la complessità strutturale della vegetazione essenziale per le orchidee e altre specie vegetali e animali specializzate. Il monitoraggio di follow-up ha valutato come il pascolo abbia influenzato la composizione delle specie, la struttura della vegetazione e l'apertura del paesaggio, producendo dati sulla relazione tra l'intensità del pascolo e la qualità dell'habitat. Il progetto ha anche integrato azioni sociali e di comunicazione per migliorare la comprensione e il sostegno a livello locale. LIFE Xero-grazing ha organizzato workshop, attività didattiche e percorsi informativi per coinvolgere residenti, studenti, tecnici specializzati e visitatori. Queste iniziative hanno diffuso le conoscenze acquisite dal progetto su come la gestione del pascolo possa costituire un'efficace strategia di conservazione, e i risultati sono stati pubblicati e condivisi con la più ampia comunità di conservazionisti, compresi articoli scientifici sugli effetti del pascolo e linee guida pratiche per l'attuazione.

    Materiali e Attrezzatura

    Per replicare un'iniziativa di questo tipo sarebbe necessaria una combinazione di strumenti che supportino contemporaneamente il ripristino ecologico e la gestione pastorale. Tra le attrezzature utilizzate, i materiali per il supporto del bestiame, come sistemi di recinzione mobili e permanenti, strutture per l'approvvigionamento idrico, punti di salinizzazione e aree di stabulazione, consentirebbero alle pecore di pascolare efficacemente nei blocchi di prateria preparati. Gli strumenti per la rimozione di arbusti e alberelli sono necessari per preparare le aree al pascolo e mantenere la vegetazione aperta. Le attrezzature di monitoraggio, come i materiali per il rilevamento della vegetazione, i dispositivi GPS e gli strumenti di registrazione dei dati, consentono al team del progetto di valutare come il pascolo abbia influenzato la struttura dell'habitat e la composizione delle specie nel tempo.

    Manodopera

    Il successo di una potenziale replica dipenderebbe dalla disponibilità di un team multidisciplinare, composto da ecologi conservazionisti, botanici e specialisti nella gestione pastorale, che lavorerebbe a fianco degli agricoltori, dei pastori e degli allevatori locali. Il personale di supporto tecnico si occuperebbe dell'installazione e della manutenzione delle recinzioni e delle infrastrutture idriche.

    Problemi e Minacce Affrontati

    Le praterie aride oggetto del progetto LIFE Xero-grazing erano minacciate principalmente dall'abbandono a lungo termine delle pratiche tradizionali di pascolo. La riduzione delle attività pastorali ha permesso ad arbusti e alberi di invadere progressivamente aree precedentemente aperte, alterando la struttura della vegetazione e riducendo la ricchezza di specie specializzate, tra cui le orchidee caratteristiche dell'habitat 6210*. L'accumulo di biomassa secca e l'invasione degli arbusti hanno inoltre aumentato il rischio di incendi nella Bassa Valle di Susa. Ulteriori pressioni includevano il disturbo causato dall'accesso non autorizzato di veicoli a motore e più ampi cambiamenti nell'uso del suolo. Senza la reintroduzione di un pascolo estensivo ben gestito, questi processi stavano portando al graduale degrado e alla perdita di biodiversità in queste praterie ricche di specie.