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Data Fine
Sintesi Progetto
Il progetto C.ORO – Capitale Orobìe è un’iniziativa dedicata alla conservazione, valorizzazione e gestione sostenibile degli ecosistemi montani nel Parco delle Orobie Bergamasche. Il progetto interviene sulla tutela degli habitat pascolivi semi‑naturali, la promozione della biodiversità e la diffusione di buone pratiche di gestione agro‑pastorale, con l’obiettivo di favorire un equilibrio virtuoso tra attività zootecniche tradizionali e conservazione degli agrosistemi montani. Un elemento chiave è la definizione di protocolli di gestione pastorale sostenibile, integrando carichi animali adeguati, tecniche di pascolamento controllato e pratiche di cura del pascolo per migliorare la qualità ecologica degli habitat e la funzionalità dei sistemi pastorali.
Temi
Regione Biogeografica
Obiettivo
L’obiettivo principale del Progetto C.ORO è preservare e migliorare la qualità ecologica degli agrosistemi di pascolo montano attraverso strategie di gestione pastorale sostenibile. Il progetto considera l’allevamento estensivo e il pascolamento controllato non solo come strumenti di produzione agricola, ma come pratiche attive di conservazione che mantengono la biodiversità, la struttura dell’habitat e la funzionalità dei pascoli nelle aree alpine e prealpine.
Descrizione Buona Pratica
Il cuore del Progetto C.ORO consiste nell’integrazione della gestione pastorale come strumento di conservazione. Il progetto non si limita alla semplice riqualificazione degli habitat, ma promuove la definizione di protocolli di corretta gestione del pascolo, volti a garantire che l’utilizzo del bestiame sia funzionale alla conservazione degli ecosistemi.
I protocolli contemplano:
- Adozione di carichi animali adeguati in relazione alla capacità di carico dell’ecosistema pascolivo, per evitare fenomeni di sovrapascolo o sotto‑utilizzo.
- Tecniche di pascolamento controllato, che prevedono sequenze di pascolo pianificate per mantenere un equilibrio vegetazionale e favorire la diversità floristica.
- Buone pratiche di cura del pascolo, incluse azioni di manutenzione dei sentieri di bestiame, la riduzione delle aree degradate e il monitoraggio continuo dell’impatto del pascolamento.
Questa prospettiva trasforma l’attività zootecnica in una leva di gestione attiva: l’allevamento diventa uno strumento di conservazione biologica e paesaggistica, con benefici per la biodiversità (in termini di specie erbacee, insetti impollinatori e altri taxa legati agli ecosistemi aperti) e per il mantenimento di servizi ecosistemici (fertilità dei suoli, controllo di specie invasive, gestione del rischio incendi).
Il progetto include anche la formazione degli allevatori, la redazione di materiali divulgativi e la promozione di eventi e visite guidate volte a diffondere la conoscenza delle pratiche pastorali sostenibili tra comunità locali, stakeholders e turisti.
Materiali e Attrezzatura
Per replicare la buona pratica del Progetto C.ORO, è necessario disporre di strumenti che supportino tanto l’azione in campo quanto la pianificazione e il monitoraggio:
- Attrezzature per la gestione dei pascoli, inclusi materiali per recinzione mobile, abbeveratoi, fontanili e punti d’acqua per il bestiame.
- Strumenti per il monitoraggio vegetazionale (GPS, schede di campo, fotocamere, strumenti per misurare copertura e composizione vegetale).
- Materiali per la manutenzione di sentieri e aree di pascolo aperto (attrezzi manuali e meccanici leggeri per la gestione del suolo e della vegetazione).
- Strumenti cartografici e software GIS per la definizione di aree di carico animale e per la pianificazione dei protocolli di pascolamento.
Manodopera
Replicare buona pratica richiederebbe idealmente un team multidisciplinare:
- Tecnici della conservazione e botanici, per il monitoraggio delle comunità vegetali e la valutazione dell’efficacia delle pratiche di pascolamento.
- Specialisti in gestione pastorale ed estensiva, per definire e adattare i protocolli di carico animale e pascolamento controllato.
- Allevatori e pastori locali, che applicano le tecniche in campo e contribuiscono con conoscenze tradizionali.
- Educatori ambientali e formatori, per la diffusione di buone pratiche e la sensibilizzazione delle comunità locali.
- Tecnici GIS e pianificatori territoriali, per supportare la progettazione, la mappatura e l’analisi dei pascoli in relazione alla capacità di carico.
Problemi e Minacce Affrontati
Negli ecosistemi montani delle Orobie Bergamasche, i pascoli tradizionali sono minacciati da:
- Abbandono dell’attività zootecnica estensiva tradizionale, con conseguente modificazione strutturale degli habitat (invasione di cespugli, perdita di specie erbacee).
- Carichi animali inadeguati e gestione non ottimale, che possono portare sia a sovrapascolo sia a sotto‑utilizzo dei pascoli, compromettendo la biodiversità e la resilienza dell’ecosistema.
- Difficoltà organizzative nella definizione di protocolli pastorali condivisi, con scarsa diffusione di tecniche di pascolamento controllato in chiave conservativa.
Queste dinamiche comportano perdita di habitat di qualità, diminuzione di specie indicatori e alterazione dei servizi ecosistemici tradizionalmente associati ai pascoli alpini.