Data Inizio
15-gen-2011
Data Fine
30-giu-2015
Sintesi Progetto

LIFE RI.CO.PRI. si è concentrato sul recupero e conservazione di oltre 450 ettari di praterie aride tramite rimozione di arbusti, eradicazione di specie aliene e nitrofile, ripristino di fontanili e interventi di ingegneria naturalistica contro l’erosione. Sono stati elaborati piani di pascolamento partecipati, acquistati capi ovini e migliorate le strutture per la gestione del pascolo. Le attività hanno incluso monitoraggi ex-ante ed ex-post degli habitat e delle popolazioni di lepidotteri, la creazione di quadrati permanenti e la raccolta di sementi per la conservazione ex-situ. Sono state realizzate azioni di educazione ambientale, installati pannelli informativi e organizzati convegni, oltre alla stima del valore economico dei servizi ecosistemici offerti dagli habitat.

Temi
  • Tecniche per aumento e conservazione della biodiversità
  • Perdita di biodiversità
  • Biodiversity conservation
  • Regione Biogeografica
  • Mediterranea
  • Obiettivo

    L'obiettivo principale di LIFE Ricopri era quello di ripristinare e migliorare lo stato di conservazione degli habitat prioritari delle praterie aride nell'Italia meridionale e centrale, invertendo l'avanzata degli arbusti, combattendo le specie invasive e nitrofile, ripristinando i processi ecologici e reintroducendo sistemi di pascolo sostenibili. Il progetto mirava a dimostrare che il ripristino integrato, combinato con una gestione partecipativa del bestiame, potesse migliorare la biodiversità, preservare i servizi ecosistemici e garantire la sostenibilità a lungo termine dei paesaggi pastorali tradizionali.

    Descrizione Buona Pratica

    LIFE Ricopri ha implementato un modello integrato di ripristino ecologico che combina il recupero degli habitat, la gestione del pascolo, il monitoraggio della biodiversità e la valutazione socioeconomica. Le misure di ripristino hanno compreso la rimozione su larga scala degli arbusti invasivi, l'eradicazione delle specie vegetali aliene e nitrofile e interventi di ingegneria naturalistica per stabilizzare le aree erose. Le sorgenti sono state ripristinate per migliorare le condizioni idrologiche e la qualità degli habitat.

    Per garantire la sostenibilità a lungo termine, sono stati sviluppati piani di pascolo partecipativi con gli stakeholder locali. Sono state acquistate pecore per reintrodurre o rafforzare regimi di pascolo estensivo e sono state migliorate le infrastrutture di pascolo per supportare una gestione efficace. Ciò ha ripristinato l'erbivoria come processo ecologico chiave per il mantenimento della struttura dei prati aperti.

    È stato condotto un monitoraggio scientifico sia prima che dopo il ripristino (ex ante ed ex post) per valutare il recupero dell'habitat e la risposta delle specie indicatrici, in particolare delle popolazioni di lepidotteri. Sono state istituite parcelle di monitoraggio permanenti e sono state intraprese attività di raccolta di semi per sostenere la conservazione ex situ e salvaguardare la diversità genetica locale. Il progetto ha anche incluso la valutazione dei servizi ecosistemici, stimando i benefici economici derivanti dal ripristino degli habitat. Sono state organizzate attività di educazione ambientale, conferenze ed eventi di divulgazione per sensibilizzare l'opinione pubblica, mentre sono stati installati pannelli informativi per informare i visitatori e le comunità locali. Attraverso questo approccio integrato, LIFE Ricopri ha dimostrato che il ripristino ecologico, se combinato con la pastorizia sostenibile e il coinvolgimento delle parti interessate, può recuperare con successo le praterie aride mediterranee degradate.


    Materiali e Attrezzatura

    La replica di LIFE Ricopri richiede strumenti di ripristino ecologico per la rimozione degli arbusti e delle specie invasive, attrezzature per il controllo dell'erosione e opere di ingegneria naturalistica, nonché materiali per il ripristino delle sorgenti. L'attuazione della gestione del pascolo richiede l'acquisto di bestiame, sistemi di recinzione, infrastrutture per l'abbeveraggio e strutture pastorali di base. Le attività di monitoraggio dipendono da kit per il rilevamento della vegetazione, strumenti per il campionamento delle farfalle, marcatori permanenti per appezzamenti, dispositivi GPS e sistemi di registrazione dei dati, nonché materiali per la raccolta e lo stoccaggio dei semi per la conservazione ex situ. Le azioni di comunicazione e sensibilizzazione richiedono pannelli interpretativi, materiali didattici, strumenti audiovisivi e risorse organizzative per conferenze e attività di divulgazione. Sono inoltre necessari strumenti amministrativi e analitici a supporto della valutazione dei servizi ecosistemici, della pianificazione partecipativa e del coordinamento del progetto.

    Manodopera

    Per una corretta attuazione è necessario un team multidisciplinare che includa ecologi e botanici specializzati nel ripristino delle praterie, entomologi per il monitoraggio dei lepidotteri, idrologi o ingegneri ambientali per gli interventi sulle sorgenti e sull'erosione ed esperti nella gestione del pascolo. Gli allevatori e i pastori svolgono un ruolo centrale nell'attuazione dei piani di pascolo partecipativo e nel mantenimento degli habitat ripristinati. Gli educatori ambientali e gli specialisti della comunicazione sono necessari per la divulgazione e la diffusione, mentre gli economisti o gli analisti ambientali contribuiscono alla valutazione dei servizi ecosistemici. I responsabili di progetto e il personale amministrativo supervisionano il coordinamento, la rendicontazione, la gestione finanziaria e il coinvolgimento delle parti interessate, garantendo che i risultati del ripristino e della conservazione siano sostenibili oltre la durata del progetto.

    Problemi e Minacce Affrontati

    Le praterie aride oggetto del progetto stavano subendo un grave degrado a causa dell'abbandono dei terreni, dell'invasione di arbusti, dell'espansione di specie aliene invasive e nitrofile e del declino delle pratiche tradizionali di pascolo. La riduzione della pressione del pascolo aveva alterato le dinamiche della vegetazione, portando alla perdita di biodiversità e all'omogeneizzazione degli habitat. L'erosione del suolo e il deterioramento delle sorgenti naturali avevano ulteriormente ridotto la funzionalità ecologica. Inoltre, l'insufficiente consapevolezza del valore ecologico ed economico di questi habitat aveva contribuito alla debolezza dei quadri di gestione e al limitato sostegno pubblico alle azioni di conservazione.