
Comunità costiere per la gestione sostenibile degli habitat marini e dunali nella Rete Natura 2000

Il cuore del Mediterraneo sotto pressione:
Nonostante la loro importanza, questi ecosistemi affrontano minacce senza precedenti:
Pressione Antropica
Lo sviluppo costiero incontrollato, l’intensa frequentazione turistica e la pulizia meccanica delle spiagge frammentano la continuità degli habitat. La rimozione della banquette (resti di Posidonia) e il calpestio delle dune embrionali interrompono il naturale accumulo di sedimenti, rendendo il litorale più fragile e meno capace di rigenerarsi.
Specie Vegetali Aliene
La diffusione di piante esotiche invasive, come il Carpobrotus edulis, rappresenta una delle principali minacce per la biodiversità locale. Queste specie colonizzano rapidamente le dune, alterando la composizione del suolo e sostituendo la vegetazione autoctona, essenziale per il consolidamento naturale delle sabbie.
Erosione e Vulnerabilità Climatica
Il declino degli habitat costieri compromette la loro funzione di barriera. Senza sistemi dunali integri e funzionali, le aree costiere perdono la protezione naturale contro l’innalzamento del livello del mare e l’aumento della frequenza delle mareggiate, esponendo la costa e l’entroterra a maggiori rischi di inondazione.

i principali obiettivi di LIFE terrAmare:
Miglioramento dello stato di conservazione degli habitat costieri
Riduzione delle Specie Vegetali Aliene Invasive (IAPS)
Ecological Beach Communities: coinvolgimento attivo delle comunità locali
Promuovere un turismo sostenibile e responsabile
Habitat target
Habitat prioritario costituito da praterie di Posidonia oceanica (Codice 1120*). Svolge un ruolo cruciale nella protezione delle coste dall’erosione, nella generazione di ossigeno e nel sequestro del carbonio (Blue Carbon). Il progetto interviene su circa 648 ettari in Italia per ridurne il degrado causato da ancoraggi e pesca.
Vegetazione annua delle linee di deposito marine (Codice 1210): Formazioni pioniere ed effimere che si sviluppano sugli accumuli di materiale organico portati dalle onde sulla battigia.
Dune embrionali mobili (Codice 2110): Rappresentano il primo stadio di formazione delle dune, colonizzate da piante rizomatose come Thinopyrum junceum che iniziano a trattenere la sabbia.
Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (Codice 2120): Note anche come “dune bianche”, sono caratterizzate dalla presenza dello spallone (Ammophila arenaria), fondamentale per la stabilità strutturale del sistema dunale.
Dune fisse del litorale del Crucianellion maritimae (Codice 2210): Si trovano nelle zone più stabili e interne (dune grigie), caratterizzate da tappeti di muschi, licheni e specie come la Crucianella maritima.
Dune costiere con Juniperus spp. (Codice 2250*): Habitat prioritario rappresentato da boscaglie di ginepro (Juniperus oxycedrus e J. phoenicea) che stabilizzano le dune mature e aumentano la biodiversità del sito.
Siti di progetto in Italia e in Grecia
648 ettari di Posidonia da ripristinare
160 ettari di dune da tutelare in Italia
247 ettari di dune da tutelare in Grecia

Le dune sono la prima difesa naturale contro l’erosione. Il progetto interviene su oltre 400 ettari tra Italia e Grecia utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica a basso impatto: barriere in pali di castagno e fascinate in Arundo donax (canna comune) per intrappolare la sabbia, ricostruire il profilo dunale e proteggere la vegetazione pioniera.
Per tutelare le praterie di Posidonia oceanica, habitat vitale del Mediterraneo, implementiamo piani di gestione innovativi in Puglia, nella Riserva di Torre Guaceto, e lungo le coste della Calabria. Attraverso l’installazione di sistemi di ormeggio sostenibili, eliminiamo i danni causati dagli ancoraggi selvaggi, mentre la collaborazione diretta con i pescatori locali ci permette di ridurre lo sforzo di pesca, garantendo la rigenerazione e la salute degli ecosistemi marini.
Le dune sono la prima difesa naturale contro l’erosione. Il progetto interviene su oltre 400 ettari tra Italia e Grecia utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica a basso impatto: barriere in pali di castagno e fascinate in Arundo donax (canna comune) per intrappolare la sabbia, ricostruire il profilo dunale e proteggere la vegetazione pioniera.
Per tutelare le praterie di Posidonia oceanica, habitat vitale del Mediterraneo, implementiamo piani di gestione innovativi in Puglia, nella Riserva di Torre Guaceto, e lungo le coste della Calabria. Attraverso l’installazione di sistemi di ormeggio sostenibili, eliminiamo i danni causati dagli ancoraggi selvaggi, mentre la collaborazione diretta con i pescatori locali ci permette di ridurre lo sforzo di pesca, garantendo la rigenerazione e la salute degli ecosistemi marini.
Al fine di invertire i processi di degradazione degli habitat psammofili, il progetto implementa protocolli di conservazione ex situ attraverso la raccolta sistematica di germoplasma autoctono dai siti target. Il materiale biogenetico viene trasferito presso centri di riproduzione specializzati per la produzione massiva di oltre 15.000 individui appartenenti a taxa chiave per la stabilità strutturale delle dune, tra cui Juniperus spp. e Ammophila arenaria. La produzione in vivaio segue rigorosi standard qualitativi per garantire il mantenimento della variabilità e della resilienza genetica delle popolazioni. Gli esemplari prodotti vengono successivamente reintegrati tramite interventi di piantumazione mirati a ricostituire la zonazione vegetazionale tipica e a consolidare i substrati dunali, favorendo il ripristino della funzionalità ecosistemica e dei relativi servizi ambientali.
Per contrastare la minaccia delle specie vegetali aliene invasive (IAPS), il progetto adotta un sistema avanzato di Automatic Risk Assessment (ARA) che permette di mappare la diffusione di specie critiche come l’Acacia saligna, l’Ailanthus altissima e il Carpobrotus spp., localizzando con precisione gli interventi dove il rischio per la biodiversità autoctona è maggiore. Questa strategia di monitoraggio intelligente guida le operazioni di eradicazione diretta in 8 siti target, dove vengono applicati protocolli manuali e meccanici a basso impatto per rimuovere le piante invasive nel rispetto del suolo e della fauna locale. Ogni area liberata viene successivamente ripristinata attraverso la piantumazione di specie native, creando una barriera naturale per prevenire nuove ricolonizzazioni e restituire integrità agli ecosistemi dunali
Il progetto LIFE terrAmare mette al centro il fattore umano per garantire una tutela duratura delle coste attraverso la creazione di 9 Ecological Beach Communities (EBC) tra Italia e Grecia. In queste comunità, cittadini, operatori balneari e turisti diventano custodi attivi del territorio partecipando a programmi di formazione e attività di monitoraggio partecipato. Parallelamente, uniamo le forze istituzionali attraverso il Patto per la Costa: un portale dedicato raccoglie l’impegno formale di comuni, enti parco e gestori locali per adottare politiche comuni di salvaguardia, trasformando i siti Natura 2000 in modelli di eccellenza nella gestione integrata e sostenibile delle spiagge.
Il progetto LIFE terrAmare crea un ponte strategico tra conservazione ambientale e mondo dell’impresa attraverso lo sviluppo di una piattaforma digitale dedicata al mercato dei Servizi Ecosistemici (PES). Questo strumento innovativo permette alle aziende di investire in progetti di conservazione certificati — come la tutela delle praterie di Posidonia o il ripristino dunale — offrendo soluzioni concrete per migliorare il proprio bilancio di Sostenibilità Ambientale, Sociale e di Governance (ESG). Grazie a un sistema di tracciabilità delle transazioni e a protocolli di valutazione rigorosi (TAN/TRAS), la piattaforma garantisce che ogni investimento generi un impatto ambientale tangibile e misurabile, trasformando la tutela della biodiversità costiera in un’opportunità di sviluppo sostenibile e di reputazione aziendale per gli investitori privati.
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Il Programma LIFE è lo strumento finanziario dell’Unione Europea dedicato esclusivamente all’ambiente e all’azione per il clima. Dal 1992, LIFE è stato il catalizzatore di cambiamenti positivi, cofinanziando migliaia di progetti in tutta Europa e sostenendo l’attuazione del Green Deal europeo.
L’obiettivo generale di LIFE è contribuire al passaggio a un’economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. Il programma punta a proteggere, ripristinare e migliorare la qualità dell’ambiente, interrompendo e invertendo il processo di perdita della biodiversità.
Per il periodo 2021-2027, il programma dispone di un budget di circa 5,4 miliardi di euro, articolato in quattro aree d’azione:
Area ambiente:
- Natura e Biodiversità: (Il settore in cui opera LIFE terrAmare) volto a proteggere e ripristinare la natura europea e arrestare la perdita di biodiversità
- Economia Circolare e Qualità della Vita: per facilitare la transizione verso un’economia sostenibile e migliorare la gestione delle risorse
Area azione per il clima:
- Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici: per sostenere l’attuazione del quadro per le politiche dell’energia e del clima al 2030
- Transizione verso l’Energia Pulita: dedicato ad accelerare l’efficienza energetica e la diffusione delle energie rinnovabili.
Oltre alla conservazione diretta, il valore aggiunto del programma LIFE risiede nella sua capacità di testare soluzioni innovative e replicabili in tutta Europa, creando un ponte tra la legislazione comunitaria e i bisogni reali degli ecosistemi e delle comunità locali.

La Rete Natura 2000 è il più grande coordinamento di aree protette al mondo e rappresenta il cuore pulsante della strategia europea per difendere la natura. Istituita dall’Unione Europea attraverso le Direttive “Habitat” e “Uccelli”, questa rete non è fatta di riserve isolate, ma di un insieme di territori terrestri e marini scelti meticolosamente per la loro incredibile biodiversità. Il suo obiettivo non è “recintare” la natura, ma promuovere un modello di coesistenza dove le attività umane, come l’agricoltura o il turismo, convivono in armonia con la protezione di piante e animali rari. Ad oggi, Natura 2000 copre circa il 18% delle terre emerse dell’UE e una vasta parte dei suoi mari, tutelando habitat preziosi che sono fondamentali anche per la nostra qualità della vita.
Il progetto LIFE terrAmare agisce concretamente proprio all’interno di questa grande cornice europea. Tutte le aree in cui interveniamo in Italia e in Grecia sono ufficialmente riconosciute come Siti Natura 2000. Questo significa che il nostro lavoro di tutela delle dune costiere e dei fondali marini contribuisce direttamente a rafforzare questa rete, proteggendo la bellezza e la salute delle nostre coste per le generazioni future.
Per scoprire dove si trovano questi tesori naturali e navigare tra i siti protetti in tutta Europa, puoi visitare il portale ufficiale della Rete Natura 2000.
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LIFE terrAmare risponde alle pressioni antropiche e climatiche che minacciano i sistemi costieri con un modello che unisce il ripristino ecologico alla partecipazione attiva: la conservazione della biodiversità è possibile solo quando la comunità locale diventa custode consapevole del proprio territorio

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